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Inquinamento Emotivo di Nello Ceccon (2/6/2003) Nei prossimi giorni andremo a votare sull'inquinamento elettromagnetico, ma come possiamo difenderci dall'inquinamento emotivo? In un ambiente qualunque, si instaurano delle relazioni, delle connessioni energetiche tra persone. Prendiamo per esempio il luogo di lavoro, le persone interagiscono comunicando, telefonando, inviando e-mail, chiacchierando, disponendo…, ci possiamo chiedere qual è l'output sottile di queste attività: che cosa emettono realmente a livello emotivo? Quando ho detto al collega di darmi quell'informazione, come l'ho detto, quali erano le mie emozioni in quel preciso istante? Se ero felice e sereno, con le mie parole modulate sinceramente, ho trasmesso felicità e serenità all'altra persona. Se ero un po' angosciato, perché in ritardo con la tabella di marcia della giornata, che cosa ho realmente trasmesso alla persona con quella richiesta? Ho trasmesso la mia angoscia, la mia paura di essere in ritardo, anche se ho cercato di dissimulare, ho inviato qualche cosa all'altra persona. Proviamo pensare quante volte ci succede di emettere le nostre emozioni negative nell'ambiente in cui viviamo. Esprimere i propri sentimenti è doveroso, ma dobbiamo stare attenti come li inviamo nell'ambiente. Quando riusciamo a divenire consapevoli che, nonostante i nostri sforzi, le emozioni sono trasmesse all'esterno, comprendiamo l'importanza di doverle trasformare. Vogliamo emettere rabbia, paura, angoscia, abbandono? Non credo che un ambiente intriso di questo possa essere efficiente, duraturo, attraente. In molte società tradizionali c'è differenza tra "l'espressione" e "l'emissione" di un sentimento. Come esseri umani non possiamo negare che proviamo delle emozioni o sentimenti negativi, quello che possiamo fare è non emetterli direttamente e creare inquinamento nel luogo in cui viviamo. Allora dobbiamo prima di tutto credere ed imparare che ogni cosa può essere trasformata, trasmutata nella pura essenza dell'energia vitale. Dobbiamo imparare ad accorgerci in tempo reale delle nostre emozioni, interagire con esse, capire che ci stanno aiutando, ma anche comprendere che, per il nostro benessere e quello degli altri, vanno trasformate,- attenzione!-, non represse. Per fare questo ci sono vari modi e tecniche, dobbiamo trovarne qualcuno che possa funzionare anche quando stiamo guidando l'auto o facendo la fila alle poste. Generalmente sono sufficienti dei piccoli cambiamenti della postura, della respirazione per cambiare la situazione interiore. Per cambiare il mondo fuori, dobbiamo prima di tutto cambiare il proprio mondo interiore. Ridurre o eliminare il proprio inquinamento emotivo è il primo passo. Possiamo anche apprendere dalle emozioni. Sappiamo che la paura ci aiuta a non oltrepassare i nostri limiti, oppure a superarli con molta attenzione. La rabbia ci permette di scaricare gli eccessi di energia, quando sentiamo che sta montando, possiamo pensare: "ora vado fuori e la dono ad un forte e robusto albero che la rimanderà all'universo, così esce e non rimane più in me". In questo modo anche ciò che appare negativo lo si può impiegare, trasformandolo in qualche cosa di positivo o neutro, senza scaricarlo alle persone intorno a noi. Una storia dei Nativi Americani racconta: Il nonno sta parlando al nipote: -Mi sento come se avessi due lupi che stanno lottando dentro di me. Il primo è pieno di rabbia, invidia e rancore, si sente cattivo e quando può, fa del male agli altri; il secondo invece è in armonia, felice, riesce ad amare e fare del bene. Il nipote chiede: -nonno, quale dei due vincerà? Il nonno gli risponde: -quello che alimento. |
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