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Il noto e l'ignoto nella vita quotidiana di Nello Ceccon (30/6/2003) Credete che ci sia qualche cosa di più del vostro corpo fisico? Se la risposta è positiva, continuate a leggere questa pagina. Rimango affascinato come la realtà in cui vivo vada sempre oltre a ciò che vedono normalmente i miei occhi e che sentono le mie orecchie. Colui che si immerge nella vita quotidiana,nel lavoro, sa che ogni giorno deve far fronte a quello che già conosce, quello che non conosce e quello che non potrà mai conoscere. Ma che cosa conosciamo noi veramente? Sappiamo così bene il nostro lavoro che non ci interessano gli approfondimenti? Una giornata trascorsa con le cose "conosciute" ci può annoiare, può essere una giornata "persa". Al mattino, proviamo a dire "oggi non do nulla per scontato", ogni cosa, ogni evento, richiede la sospensione del giudizio "lo so già". Vedrete che la giornata cambia completamente aspetto, diventa molto più interessante e proficua. Significa diventare bambini, dilettanti, stupirci se il sole oggi è più in alto all'orizzonte, oppure come fa una farfalla a volare. Quante cose nuove si possono aprire, con quale spirito può iniziare la giornata! In realtà ben poche cose conosciamo veramente, anche una semplice addizione matematica, può dare valori diversi, secondo le ipotesi iniziali. Lo sanno bene i programmatori ed installatori di software. Parlavo giorni fa con un mio amico, che gestisce una software house, e mi raccontava le sue vicissitudini con i sistemi operativi che, "inspiegabilmente" bloccano i programmi, con gli aggiornamenti che non funzionano, anche se sono stati testati per giorni e giorni. Suggerivo di cambiare completamente l'atteggiamento, considerare ogni squarcio d'ignoto come una sfida, una opportunità per esplorare cose nuove. Molto spesso, cambiando il dialogo interiore del "lo so già", si aprono nuovi orizzonti, la mente comincia a lavorare in un altro modo, si apre a stimoli, a connessioni e relazioni non previste, che ci conducono a nuove strade. Meravigliarsi, stupirsi di ogni cosa, è il giusto atteggiamento. La realtà, gli eventi, li possiamo vedere a vari livelli di intensità: il primo, quello più comune è il livello "l' ho gia visto". Poi gradualmente possiamo approfondire l' attenzione, pensando "che effetto mi fa vedere questa cosa", fino ad arrivare al massimo della sorpresa e stupore "ooh, meraviglia". La stessa cosa, lo stesso evento può essere visto a strati, come una cipolla; sta solo in noi, con il nostro grado di consapevolezza e d attenzione, passare da uno strato all'altro. Aprendosi all'ignoto, ci apriamo anche al flusso della vita, quella rete che ci accompagna e ci sostiene nel nostro mondo. Proviamo per un giorno, a non seguire i programmi, lo scheduling consueto: lasciamoci guidare dagli eventi e dalle situazioni che si manifestano. Quante cose possono succedere, che non avevamo previsto? Quale può essere l'effetto pratico? Forse riusciamo a soddisfare un cliente che quel giorno aveva un particolare bisogno, forse riusciamo a parlare con un collega di un argomento che avevamo trascurato, forse semplicemente riusciamo ad entrare in connessione con noi stessi, essere in contatto con la nostra pura essenza vitale. Certamente alla fine della giornata, proverete una sensazione di soddisfazione, di completezza ed appagamento. Questo è naturale, perché significa avere liberato la parte creativa, quei tratti che generalmente oscuriamo, perché ne abbiamo paura o a causa della nostra autodisciplina che li ignora. Siamo molto attraenti quando ci confrontiamo con l'ignoto e seguiamo il flusso, il fiume che porta verso il mare della consapevolezza. Porsi davanti all'ignoto significa spezzare in ogni momento i propri schemi mentali, andare oltre la facciata delle cose. Significa divenire consapevoli delle abitudini e delle costrizioni che ci auto imponiamo. Quando stiamo pensando, "uffa, sempre la solita cosa" dovrebbe scattare il campanello d'allarme; in quel momento potremo cominciare a percepire diversamente la situazione, ad esempio esplorando il nostro corpo, oppure sentendo gli effetti delle emozioni che abbiamo: sono positive? il mio corpo reagisce bene? ho qualche area di tensione? Generalmente le abitudini, la routine si manifesta fisicamente o emotivamente, sempre nello stesso modo. Cambiando la postura, allentando quell'area del corpo che si sente in tensione, cambia completamente la percezione della situazione. In quell'istante l'energia dell'evento si trasforma, si sposta il livello di attenzione e la reazione cambia. Il banale, lo scontato, diventa un nuovo mondo da esplorare, ci porta in una nuova realtà, nuovi stimoli per affrontare la vita che, a quel punto, non è più "quotidiana". |
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